Maria Rita Parsi sulla scuola: se non dà il piacere di sapere è incubo, persecuzione e schiacciamento

Ricordi il momento in cui hai capito qualcosa per la prima volta non perché dovevi, non per l’interrogazione del giorno dopo, ma perché ti ha preso dentro e non riuscivi a smettere di pensarci? Quel momento è la scuola nel suo senso più pieno. Maria Rita Parsi descrive invece cosa succede quando quella scintilla manca.

Maria Rita Parsi sulla scuola

Cosa deve dare la scuola?

“La scuola deve dare il piacere di sapere, altrimenti non è scuola, è incubo, è persecuzione, è dubbio, è voto, è promozione o schiacciamento, è esaltazione dei migliori ed eliminazione di quelli peggiori.”

La lista è lunga e non è casuale. Maria Rita Parsi non dice semplicemente che la scuola può essere difficile. Dice che senza il piacere del sapere diventa una macchina che produce ansia, selezione e danno. Una dopo l’altra, le parole si accumulano: incubo, persecuzione, dubbio, schiacciamento. Non sono esagerazioni retoriche. Sono esperienze reali di milioni di studenti.

La scuola come supporto, non come giudice

“La scuola deve essere a supporto della famiglia, oltre a dare strumenti.”

Maria Rita Parsi mette insieme due funzioni che spesso vengono separate o addirittura opposte. La scuola non è un’istituzione parallela alla famiglia che valuta i risultati del suo lavoro, ma è un sistema che dovrebbe sostenerla, completarla, dare ai ragazzi strumenti che la famiglia da sola non può dare. Quando invece diventa giudice – del valore del figlio, delle capacità del genitore, del futuro possibile – smette di essere scuola e diventa qualcosa di molto meno utile e molto più pesante.

Questo l’ho vissuto sulla mia pelle con mio figlio. Ci sono momenti in cui la scuola sembra misurare tutto tranne quello che lui sapeva davvero fare. Torna a casa con un voto addosso invece che con una curiosità nuova. E io, che ho costruito la nostra vita quotidiana sul piacere di scoprire insieme le cose, vedo quella gioia sgonfiarsi lentamente di fronte ai compiti da fare “perché si deve”. È uno dei conflitti più faticosi della genitorialità: proteggere il figlio dal messaggio che vale solo quello che riesce a produrre in modo misurabile.

I “peggiori” che hanno fatto la storia

“Sapeste quanti peggiori sono diventati geni da Nobel! Sapeste quanti somari hanno fatto la fortuna dell’umanità. E certamente non hanno trovato insegnanti che gli hanno detto ‘tu sì che vali’.”

Questa è la parte più tagliente del discorso di Maria Rita Parsi. La scuola che esalta i migliori ed elimina i peggiori non sta selezionando il talento: sta selezionando la conformità. Chi impara nel modo atteso, nei tempi attesi, con gli strumenti attesi. Chi non ci rientra non è necessariamente meno intelligente o meno capace. È semplicemente diverso da quello che il sistema sa misurare.

I geni da Nobel di Maria Rita Parsi sono quelli che non hanno trovato insegnanti che li esaltassero, e forse proprio per questo hanno dovuto cercare dentro di sé qualcosa che il sistema non riconosceva. Quella ricerca, obbligata e solitaria, ha prodotto qualcosa che la conformità non avrebbe mai prodotto.

Il piacere di sapere come diritto

Non è una cosa astratta o romantica. Il piacere di sapere è il motore che trasforma l’apprendimento in qualcosa di permanente, che resta anche dopo che il voto è dimenticato. Chi impara con piacere costruisce qualcosa di suo. Chi impara per paura del giudizio costruisce qualcosa che appartiene al sistema che lo giudica, e lo abbandona non appena il giudizio finisce.

Dal mio punto di vista di madre, quella che Maria Rita Parsi chiama “eliminazione dei peggiori” è una delle ferite più silenziose che la scuola può infliggere. Ho scritto molto di quanto sia importante che un figlio cresca sapendo che il suo valore non dipende da un numero. Ma dirlo a casa non basta, se poi il messaggio che arriva da fuori è l’opposto. Ecco perché le parole di Maria Rita Parsi mi sembrano così necessarie: non per criticare la scuola in astratto, ma per ricordare a tutti qual è il suo scopo vero.

Maria Rita Parsi è stata psicoterapeuta, scrittrice, fondatrice del Movimento Mondiale per le Generazioni Future, una delle voci più autorevoli sulla psicologia dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia.

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