Sei un genitore che ogni mattina fa guerra con tuo figlio adolescente per farlo alzare in tempo? Hai urlato, hai tolto il telefono, hai minacciato conseguenze, e lui è ancora lì, inamovibile, con gli occhi socchiusi? O sei un insegnante che ha in classe ragazzi alle 8 del mattino che sembrano zombie, presenti fisicamente ma assenti in tutto il resto? Daniele Novara ha qualcosa da dirti su quella guerra quotidiana. E la notizia principale è questa: la colpa non è di tuo figlio. Non è pigrizia. Non è disinteresse. È biologia.

Il ritmo circadiano degli adolescenti
“I ragazzi tendono a confondere la notte col giorno, hanno un cambiamento del ritmo circadiano molto significativo. Io trovo agghiacciante che le scuole, a fronte di questa situazione, facciano andare a scuola sempre prima: alle 7:30, le 8:00.”
Il ritmo circadiano degli adolescenti cambia biologicamente durante la pubertà. Non è pigrizia, non è maleducazione, non è colpa di TikTok o dei videogiochi o della televisione o di qualsiasi altra cosa di cui si vuole incolpare quella generazione. È fisiologia pura, documentata da decenni di ricerche sui cicli del sonno adolescenziale.
Il loro orologio interno – la produzione di melatonina, il ritmo di sonno e veglia – si sposta di ore, e il momento naturale in cui si addormentano e si svegliano ritarda in modo significativo rispetto ai bambini e agli adulti. La scienza lo sa da decenni. Le scuole, per lo più, fanno finta che non esista.
L’adolescente alle otto non c’è
“Dalle otto alle nove, l’adolescente medio non c’è, non esiste!”
Non stai svegliando qualcuno che potrebbe alzarsi presto se solo fosse più disciplinato o più motivato. Stai cercando di strappare qualcuno da uno stato biologicamente necessario di sonno profondo, da una fase del ciclo del sonno che il suo corpo rivendica con forza.
Quello che si siede in classe alle otto non è un adolescente sveglio che sceglie deliberatamente di non ascoltare, è un organismo che è stato forzatamente estratto dal suo ciclo naturale e che sta cercando di funzionare al di sotto delle sue capacità reali. I risultati si vedono nell’attenzione, nell’umore, nelle performance cognitive.
Il ripassino prima di dormire funziona
“È difficile che un adolescente ti vada a dormire alle dieci di sera. Una cosa molto utile, visto che loro vanno a letto dopo, possono ripassare prima di dormire, perché questo aiuta moltissimo. Durante la notte, il cervello processa tutta una serie di contenuti, e i risultati scolastici migliorano.”
Non è superstizione: è neuroscienze. Il consolidamento della memoria avviene principalmente durante il sonno, in particolare durante le fasi REM. Ripassare prima di dormire inserisce i contenuti nel processo di consolidamento notturno. Non è la preparazione da “studente modello”, ma la preparazione che funziona davvero.
Prepararsi il giorno prima
“Se hai l’interrogazione il giorno dopo, cosa ti prepari mesi prima?! Rischi di non ricordare nulla. Ma anche noi lo facevamo, però ai nostri figli chiediamo di prepararsi e organizzarsi.”
Novara smonta uno dei miti più resistenti e più celebrati dell’educazione italiana: quello della preparazione anticipatissima come virtù assoluta e incontestabile. La memoria a lungo termine funziona con le ripetizioni nel tempo, vero. Ma per un’interrogazione specifica, ripassare la sera prima è efficace. E loro lo sanno. Lo facevamo anche noi. Smetti di colpevolizzarli per qualcosa che hai fatto anche tu.
Cosa fare con queste informazioni
Non puoi cambiare l’orario della scuola da solo. Ma puoi smettere di fare la guerra a tuo figlio ogni mattina come se fosse un difetto suo. Puoi lasciare che ripeta prima di dormire invece di insistere sullo studio pomeridiano. Puoi dargli il permesso di essere biologicamente adolescente.
Daniele Novara è pedagogista, fondatore del CPP Centro Psicopedagogico per la Pace e la Gestione Creativa dei Conflitti, autore di numerosi libri sull’educazione, tra le voci più ascoltate in Italia su come capire i bambini e gli adolescenti.
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