Galimberti: sei ciò che ti hanno detto di essere nella vita, l’identità è un dono sociale, non si ha per natura

C’è un’immagine di noi stessi che ci accompagna per tutta la vita: il modo in cui pensiamo di essere, il valore che attribuiamo alle nostre capacità, il posto che sentiamo di occupare nel mondo. Ma questa immagine non nasce dal nulla. Dietro ogni persona c’è una storia fatta di incontri, parole ascoltate e significati ricevuti. A volte basta una frase per cambiare il modo in cui qualcuno si vede. Partendo da alcune riflessione di Umberto Galimberti comprenderemo insieme da dove nasce la nostra identità e scopriremo il significato di interrogarsi sul potere invisibile che le relazioni hanno sulla nostra crescita.

identità è un dono sociale

Il dono che riceviamo dagli altri

“Nessuno di noi ha un’identità per natura, l’identità è un dono sociale.”

Non diventiamo ciò che siamo da soli, grazie al nostro carattere, al nostro modo di vedere e vivere la vita. O, almeno, non solo grazie a questo. Siamo ciò che siamo anche attraverso le relazioni che ci accompagnano. Quando veniamo al mondo, non abbiamo ancora un’immagine di noi stessi. Impariamo a riconoscerci negli sguardi, nelle parole e nell’accoglienza delle persone che ci circondano. La famiglia, gli amici, la scuola e la società contribuiscono a dare forma alla nostra identità: quindi, non è qualcosa di già definito, ma si costruisce nel rapporto con gli altri. Ogni incontro può lasciare un segno: una parola può infondere fiducia, un giudizio può ferire, un gesto può cambiare il modo in cui ci vediamo.

Riconoscere che l’identità è un dono sociale significa anche assumerci la responsabilità del nostro modo di stare accanto agli altri. Come ci comportiamo e quello che facciamo può contribuire a far emergere il loro valore. Quindi, pensaci bene prima di rispondere male, offendere gratuitamente, negare quella pacca sulle spalle!

Perché abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica: “ti vedo”

Detto questo, forse non penserai più che la tua identità sia già presente dentro te stesso. Sai, si diventa ciò che si è anche in base a come gli altri ci riconoscono. Come afferma Umberto Galimberti:

“L’identità è il frutto dei misconoscimenti e dei riconoscimenti che abbiamo nella nostra vita. Sono gli altri che ce la danno, non ce l’abbiamo noi.”

Un bambino a cui viene ripetuto con fiducia “Puoi farcela”, tende a sviluppare sicurezza nelle proprie capacità; al contrario, chi si sente etichettato come “incapace” o “problematico” rischia di fare proprie quelle definizioni, anche quando non corrispondono alla realtà. Le parole e lo sguardo degli altri non descrivono soltanto ciò che siamo: spesso orientano ciò che diventiamo.

Per questo il riconoscimento non è una semplice approvazione, ma un bisogno fondamentale. Sentirsi visti, ascoltati e accolti permette di sviluppare fiducia in se stessi e di esprimere le proprie potenzialità. Al contrario, sentirsi ignorati o costantemente svalutati può ostacolare la crescita personale.

L’importanza delle parole degli altri

Le parole hanno un peso e quelle dette da qualcuno, sicuramente, sono più importanti. A partire dai propri genitori.

“Se una mamma dice al suo bambino ‘sei bravo’ e poi glielo dice anche la maestra, c’è la possibilità che lui cresca con un’identità positiva. Se la mamma gli dice ‘sei un cretino’ e lo dice anche la maestra, c’è la possibilità che cresca con un’identità negativa.”

Con questo esempio, Umberto Galimberti ci ricorda che le parole non descrivono soltanto la realtà: possono contribuire a plasmarla. Ogni riconoscimento autentico aiuta una persona a scoprire risorse che forse non sapeva di possedere; al contrario, giudizi ripetuti e svalutanti possono diventare un limite che finisce per essere creduto vero.

Il messaggio più importante è proprio questo: diventiamo noi stessi anche attraverso le relazioni che viviamo. Gli incontri che facciamo e la fiducia che sappiamo trasmettere possono accompagnare una persona ben oltre il momento in cui avvengono, lasciando un segno profondo nel suo modo di conoscersi e di affrontare la vita.

Per questo, ogni volta che incontriamo una persona, abbiamo l’opportunità di essere per lei una presenza che incoraggia, riconosce e apre possibilità. A volte basta una parola sincera per aiutare qualcuno a vedere in sé un valore che non aveva ancora scoperto. E forse è proprio questo uno dei doni più grandi che possiamo farci gli uni gli altri.

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