Cosa fai quando tuo figlio torna a casa raccontando di un conflitto a scuola, di un’esclusione, di una difficoltà con i compagni? Lo iscrivi a un corso che lo renda più forte fisicamente, o ti fermi a guardare cosa sta succedendo nella sua vita relazionale? Daniele Novara ha una posizione molto netta su questo tema e vale davvero la pena ascoltarla.

Come possiamo aiutare i nostri figli?
“Dobbiamo aiutare i ragazzi a gestire bene i conflitti, non spedirli ai corsi di autodifesa per fare meglio le risse.”
L’ironia tagliente di questa frase coglie un equivoco molto diffuso: confondere la capacità di gestire un conflitto con la capacità di vincerlo fisicamente. Il corso di autodifesa insegna a difendersi da un’aggressione fisica, ma il problema che molti ragazzi affrontano oggi non è quello. È non sapere stare in una relazione difficile, non sapere reggere un disaccordo, non sapere processare un torto senza esplodere o crollare.
Gestire le relazioni quando sono difficili
“Dobbiamo aiutarli a gestire le relazioni quando sono difficili, quando gli altri non ti danno ragione.”
Questa è la competenza vera che manca, secondo Novara: non la forza fisica, ma la capacità emotiva e relazionale di stare in un disaccordo. Quando qualcuno non ti dà ragione, quando il mondo non si piega alle tue aspettative, cosa fai? Quella domanda – non “come ti difendi da un attacco fisico” – è quella che dovrebbe guidare l’educazione dei ragazzi di oggi.
Questo principio è centrale nella disciplina dolce di cui ho scritto e che pratico, anche se a prima vista potrebbe sembrare il contrario. Non significa proteggere il bambino da ogni conflitto, ma stargli accanto mentre lo attraversa, aiutarlo a nominare quello che sente, a trovare parole invece che gesti. Con mio figlio, i momenti più importanti non sono stati quelli in cui ho risolto il conflitto al posto suo, ma quelli in cui l’ho accompagnato a restarci dentro abbastanza da capire cosa fare.
La vita come capacità di affrontare le sfide
“La vita è la capacità di affrontare le sfide quando le cose non vanno secondo le tue previsioni.”
Questa definizione di Daniele Novara è essenziale e priva di romanticismo. Non la vita come realizzazione costante dei propri desideri, ma la vita come capacità di reggere quando i desideri non si realizzano. Quella capacità non è innata: si costruisce, si allena, si trasmette attraverso l’esperienza di attraversare le difficoltà invece che essere protetti da esse.
Il mondo adulto restio
“Su questo il mondo adulto sembra un po’ restìo, cercando un rapporto armonico, un rapporto di tranquillità e di benessere con i propri figli, ma non è possibile!”
Novara mette il dito su una contraddizione comune: i genitori spesso cercano l’armonia costante con i figli, evitando il conflitto come se fosse un fallimento educativo. Ma quella ricerca di pace perenne ha un costo: priva i figli dell’allenamento al disaccordo, che è invece una competenza essenziale per la vita adulta.
L’amplificatore dei social
“Il social innanzitutto è un mondo di fake, di profili falsi, di informazioni false, di esagerazioni, che aumenta la loro suscettibilità, la loro permalosità.”
I social non creano da soli la difficoltà nella gestione dei conflitti, ma la amplificano enormemente. In un ambiente fatto di immagini costruite, di reazioni esagerate, di drammatizzazioni continue, la soglia di tolleranza al disaccordo si abbassa. Ogni piccolo attrito sembra un’offesa enorme, perché il contesto digitale insegna che ogni cosa va reagita con intensità.
Cosa fare in concreto?
Non si tratta di esporre i figli a difficoltà inutili, ma di non proteggerli sistematicamente da quelle naturali. Quando c’è un conflitto, la domanda utile non è “come lo evito la prossima volta” ma “come lo attraverso questa volta, e cosa imparo che mi servirà la prossima”. Quella è la competenza che nessun corso di autodifesa può insegnare.
Daniele Novara è pedagogista, fondatore del Centro Psicopedagogico per la Pace e la Gestione dei Conflitti, una delle voci più ascoltate in Italia sull’educazione e sulla gestione dei conflitti tra bambini e ragazzi.
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