Susanna Tamaro spiega con questa frase perché alcune scelte cambiano la vita: fai attenzione alle decisioni che prendi

Ci sono giorni che sembrano identici a tutti gli altri e che invece, senza che tu te ne accorga, stanno decidendo il resto della tua vita. Non hanno niente di speciale nell’aspetto: un incontro per caso, una porta che si apre invece di un’altra, una persona che ti dice una frase e se ne va. Eppure è lì, in quel punto minuscolo e apparentemente irrilevante, che qualcosa si biforca. Susanna Tamaro l’ha raccontato con un’immagine che, una volta letta, non si dimentica più facilmente.

Lungo i bivi della strada incontri le altre vite

Il bivio invisibile

“Lungo i bivi della tua strada incontri le altre vite, conoscerle o non conoscerle, viverle o non viverle a fondo o lasciarle perdere dipende soltanto dalla scelta che fai in un attimo; anche se non lo sai, tra proseguire dritto o deviare spesso si gioca la tua esistenza, quella di chi ti sta vicino.”

Quello che colpisce di questa frase non è tanto l’idea del bivio in sé – la strada che si divide è una metafora antica- ma il dettaglio che Susanna Tamaro aggiunge subito dopo: “anche se non lo sai”. Il bivio, quando ci sei dentro, spesso non si vede. Non c’è un cartello, non c’è una luce che si accende per avvertirti che stai per decidere qualcosa di grande. C’è solo una persona davanti a te, una domanda, un momento che potresti far scorrere via come tanti altri.

Quante volte hai incontrato qualcuno che, in teoria, avresti potuto anche non conoscere? Un collega di passaggio, un amico di un amico, una persona seduta accanto a te su un treno. Nella maggior parte dei casi quell’incontro resta quello che sembra: nulla. Ma a volte – e qui sta il punto – quella persona diventa qualcuno che ti cambia la vita, e tu lo scopri solo mesi o anni dopo, guardando indietro e chiedendoti: cosa sarebbe successo se quel giorno avessi deciso diversamente?

Decidere senza saperlo

C’è qualcosa di quasi ingiusto in questo meccanismo, se ci pensi bene. Le decisioni che contano davvero – quelle che dividono un prima e un dopo – non arrivano quasi mai vestite da decisioni importanti. Arrivano travestite da normalità. Rispondere o non rispondere a un messaggio, fermarsi due minuti in più a parlare invece di salutare e andare via, dire di sì a un invito che si potrebbe rifiutare senza troppi rimorsi. Sono gesti piccoli, quasi automatici, e proprio per questo sfuggono al controllo: non li pesiamo come meriterebbero, perché nel momento in cui li facciamo non sappiamo che stanno pesando.

Io ho ripensato spesso a questa idea di Susanna Tamaro cercando, nella mia vita, i bivi che ho attraversato senza accorgermene. Alcuni li ho riconosciuti quasi subito, con quella sensazione fisica di “questo momento è diverso dagli altri”. Ma i più importanti – onestamente – li ho capiti solo dopo, a distanza di tempo, quando ho realizzato che una persona conosciuta per caso, o una scelta presa quasi controvoglia, aveva in realtà spostato tutto il resto. Non parlo di grandi svolte cinematografiche: parlo di piccole deviazioni che, sommate, hanno costruito una vita diversa da quella che avrei avuto se quel giorno avessi semplicemente proseguito dritto.

Proseguire o deviare: due direzioni, nessuna giusta a priori

La metafora della strada regge perché è onesta fino in fondo: non dice che deviare sia sempre meglio, né che restare sul percorso conosciuto sia una rinuncia. Proseguire dritto significa scegliere la continuità, il familiare, ciò che già si conosce e che magari funziona. Deviare significa aprire la porta a qualcosa che non si può prevedere, con tutto il rischio – e tutta la possibilità – che questo comporta.

Susanna Tamaro non prende posizione tra le due strade. Il punto della sua frase non è dire quale direzione scegliere, ma far notare che la scelta, qualunque essa sia, ha un peso che quasi sempre ignoriamo nel momento in cui la facciamo. È questo, credo, il cuore della sua riflessione: non un invito a essere più audaci o più prudenti, ma un invito a essere più consapevoli che ogni bivio – anche il più insignificante in apparenza – sta già decidendo qualcosa.

Anche la vita di chi ti sta vicino

L’ultima parte della frase, quella che spesso si legge più in fretta, è forse la più importante: “quella di chi ti sta vicino”. Le scelte che facciamo ai bivi non riguardano solo noi. Ogni volta che decidiamo di conoscere una persona invece di lasciarla passare, la portiamo dentro una rete che comprende anche chi ci sta accanto: chi si trova coinvolto in quella nuova conoscenza, chi invece resta escluso dalla deviazione che abbiamo scelto di prendere.

È una responsabilità che raramente ci fermiamo a considerare. Pensiamo alle nostre scelte come a qualcosa che riguarda esclusivamente la nostra storia personale, ma in realtà ogni bivio che attraversiamo tocca anche le vite che si intrecciano alla nostra – genitori, figli, partner, amici – in un modo che spesso nessuno dei due, né chi sceglie né chi subisce la scelta, riesce a vedere fino in fondo mentre sta accadendo.

Forse è proprio questo il messaggio più utile della frase di Susanna Tamaro: non tanto un incoraggiamento a fermarsi a riflettere prima di ogni piccola decisione – sarebbe impossibile, e paralizzante – quanto un invito a guardare con più gentilezza il passato. A non giudicare troppo duramente quella versione di te che, in un attimo qualunque, ha scelto senza sapere di stare scegliendo. E magari, ogni tanto, a rallentare davanti a un bivio che riconosci mentre lo stai attraversando, sapendo che quella volta, almeno quella volta, la scelta la stai facendo con gli occhi aperti.

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