Tuo figlio adolescente si ribella? Gabriella Tupini spiega in 3 frasi perché non è inevitabile e cosa è mancato

Ti hanno sempre detto che l’adolescenza è una fase di ribellione inevitabile, che i figli si distaccano, sbattono porte, vanno contro i genitori per trovare la propria identità. Lo dicono i libri di psicologia, lo ripetono i pediatri, lo danno per scontato quasi tutti. È diventato un luogo comune talmente diffuso che i genitori che non lo vivono si chiedono se stanno mancando qualcosa. Gabriella Tupini – psicologa, psicoterapeuta e scrittrice seguita da migliaia di genitori – dice che non è vero, e che è anzi il contrario. E lo dice con una chiarezza che non lascia spazio alle interpretazioni comode.

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1. La ribellione non è inevitabile

“Si sono inventati che nell’adolescenza, per trovare la propria identità, i figli si distaccano prendendosela con i genitori: non è vero. Se i figli sono stati amati, nell’adolescenza non si ribellano.”

Questa frase è una piccola bomba culturale. Smonta un mito solidissimo – quello della ribellione adolescenziale come fase naturale, universale e inevitabile dello sviluppo – e lo sostituisce con una tesi precisa e scomoda: la ribellione non è una fase necessaria dello sviluppo. È il segnale di qualcosa che non ha funzionato prima, nei rapporti familiari. Quando un figlio si è sentito davvero ascoltato, rispettato e amato in modo autentico, non ha bisogno di ribellarsi. Può semplicemente crescere.

2. Il rispetto si costruisce prima

“Se non rispettate i figli, se non gli parlate con educazione, non potete pretendere che nell’adolescenza vi rispettino e vi parlino educatamente.”

Gabriella Tupini ribalta la direzione del problema. I genitori che si lamentano del mancato rispetto da parte degli adolescenti spesso non si chiedono come hanno parlato loro ai figli nei dieci anni precedenti. Il rispetto si insegna con il rispetto, non con le regole, non con l’autorità, non con il “perché lo dico io”. Si insegna come si parlano le persone tra loro quando si stimano davvero.

3. La libertà di dire tutto

“Se amate la libertà, amate la libertà dei figli. La libertà dei figli è quella di potervi dire quello che pensano di voi.”

Questa è forse la più difficile delle tre da applicare davvero. Amare la libertà dei figli significa accettare che possano dirti cose che non vuoi sentire. Che possano essere in disaccordo. Che possano criticarti. Che possano dirti “quando parli così mi fai star male”, e che la risposta non sia “come ti permetti!”, ma qualcosa di molto più difficile: l’ascolto.

Cosa cambia se si parte dall’amore

Gabriella Tupini non sta dipingendo un’adolescenza facile o priva di tensioni, sta dicendo che la qualità di quelle tensioni cambia completamente a seconda di come si è costruito il rapporto prima. La ribellione aggressiva, quella che rompe i legami familiari, che produce distanza crescente e silenzio, nasce dalla mancanza di qualcosa di essenziale nel rapporto. La crescita che passa per il confronto, anche aspro, anche difficile da attraversare per entrambe le parti, nasce dall’amore costruito negli anni precedenti.

La differenza è enorme e concreta. E si costruisce, secondo Gabriella Tupini, molto prima dell’adolescenza: nel modo in cui si parla al bambino di tre anni, nel modo in cui si risponde a domande scomode, nel modo quotidiano in cui si gestisce il disaccordo già quando è piccolo.

Chi è Gabriella Tupini

Gabriella Tupini è psicologa, psicoterapeuta e scrittrice italiana. Il suo approccio sulla genitorialità e sull’adolescenza è riconoscibile per la chiarezza con cui affronta argomenti scomodi senza edulcorarli. Non colpevolizza i genitori, ma non li risparmia nemmeno dalla verità. Le sue riflessioni, diffuse attraverso libri, video e interventi pubblici seguiti da molti, hanno raggiunto un pubblico ampio e variegato di genitori che cercano risposte oneste e concrete invece di rassicurazioni vuote. La sua tesi di fondo è tanto semplice quanto radicale: l’adolescenza difficile non è un destino. È il risultato di qualcosa che si è fatto – o non fatto abbastanza – molto prima, negli anni dell’infanzia.

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