Gli alunni del sole

Libro Gli alunni del sole
Titolo: Gli alunni del sole
Autore:Giuseppe Marotta
Anno di prima pubblicazione: 1952
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  • Me la svignai per non essere messo nell’orfanotrofio, cambiai rione e genere di vita. Dormivo nei portoni, o da qualche fornaio. D’estate giravo quasi nudo e d’inverno portavo una lacera giacca da uomo lunga fino ai piedi, mangiavo pesce crudo rimasto nelle reti a Mergellina, “cornicioni di pizza”, frutta caduta per amore o per forza dai carretti.
    Giuseppe Marotta
  • “Nel matrimonio c’è poco moto, c’è vita sedentaria e perciò 'marito' significa in terra e in cielo svogliato, inappetente.”
    Giuseppe Marotta
  • “La vostra incapacità di ragionamento mitologico proviene dal vizio di spostare ogni questione sul piano materiale... non sapete immaginare niente.”
    Giuseppe Marotta
  • “Venere era l’amore fisico! Era sensuale come il grano è grano, come il fiume è fiume, come la rondine è rondine! Non era mai una sposa mentre cucina o rammenda o lava o canta o dorme; era eternamente una sposa mentre... ci siamo capiti.”
    Giuseppe Marotta
  • “Stiamo in società da tanti anni, formiamo una seria ditta di guai che non può fallire.”
    Giuseppe Marotta
    [Tag:guai, società]
  • “Vogliamo accertare se le Esperidi sono bionde o brune, che sostanza e colore hanno i loro volti enigmatici e i loro capelli.”
    Giuseppe Marotta
  • “In qualunque Monte di Pietà, se offrite il vostro cervello in pegno non ottenete una sovvenzione di mezza lira.”
    Giuseppe Marotta
  • “Un suono di campane andava e veniva; una leggera brezza scendeva, facendo riverenze, da Port’Alba; l’ombra dei tram che ripartivano per Secondigliano o per Marianella girava sulla piazza ritraendosi e allungandosi come una cappa di torero; i tralci di limoni intorno al banco dell’acquaiolo erano di un ronzante, sciamante giallo di vespa.”
    Giuseppe Marotta
    [Tag:città, paesaggio]
  • “Giove ne fece di centomila colori. In casa: Giunone mia, regina mia, oggi vorrei spaghetti con le vongole e una melanzana imbottita, lavami quella tunica e spazzolami quei sandali; fuori, il diavolo a quattro. Iniziò con le dee superiori, poi scese alle ninfe intermedie.”
    Giuseppe Marotta
  • “L’indebolimento del cervello è una grazia di San Ciro medico... è l’etere, è il cloroformio, è l’anestetico principale mentre il destino e la sventura ci operano.”
    Giuseppe Marotta
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