Una donna

Libro Una donna
Titolo: Una donna
Autore:Sibilla Aleramo
Anno di prima pubblicazione: 1906
Acquista questo libro su
Altri libri dell'autore
  • “Accettando l’unione con un essere che m’aveva oppressa e gettata a terra, piccola e senza difesa, avevo creduto di ubbidire alla natura, al mio destino di donna che m’imponesse di riconoscere la mia impotenza a camminar sola.”
    Sibilla Aleramo
  • “Bisogna riformare la coscienza dell’uomo, creare quella della donna!”
    Sibilla Aleramo
  • Amare e sacrificarsi e soccombere! Questo il destino suo e forse di tutte le donne?”
    Sibilla Aleramo
  • “Vi sono periodi che non possono risolversi e che sembra vadano chiusi bruscamente con una pietra sepolcrale.”
    Sibilla Aleramo
    [Tag:passato, ricordi]
  • “Per quello che siamo, per la volontà di tramandare più nobile e più bella in essi la vita, devono esserci grati i figli, non perché, dopo averli ciecamente suscitati dal nulla, rinunziamo all’essere noi stessi.”
    Sibilla Aleramo
    [Tag:donne, madre]
  • “Se l'amore è tutto nella vita, io non conoscevo ancora la vita...”
    Sibilla Aleramo
    [Tag:amore, esistenza]
  • “Come può diventare una donna, se i parenti la dànno, ignara, debole, incompleta, a un uomo che non la riceve come sua eguale; ne usa come d’un oggetto di proprietà; le dà dei figli coi quali l’abbandona sola, mentr’egli compie i suoi doveri sociali, affinchè continui a baloccarsi come nell’infanzia?”
    Sibilla Aleramo
  • “Un fatto di cronaca mi indusse un giorno di scrivere un articoletto e a mandarlo a un giornale di Roma che lo pubblicò. Era in quello scritto la parola femminismo, e quella parola, dal suono così aspro mi indicò un ideale nuovo, che io cominciavo ad amare come qualcosa migliore di me.”
    Sibilla Aleramo
    [Tag:femminismo]
  • “Povera vita, meschina e buia, alla cui conservazione tutti tenevan tanto! Tutti s'accontentavano: mio marito, il dottore, mio padre, i socialisti come i preti, le vergini come le meretrici: ognuno portava la sua menzogna rassegnatamente. Le rivolte individuali erano sterili o dannose, quelle collettive troppo deboli ancora, ridicole quasi, di...” (continua)(continua a leggere)
    Sibilla Aleramo
  • “Sentivo che questa umanità soffriva per la propria ignoranza e la propria inquietudine; e che gli eletti erano chiamati a soffrire più degli altri per spingere più innanzi la conquista.”
    Sibilla Aleramo
  • “Ubbidisci al comando della tua coscienza, rispetta sopra tutto la tua dignità, madre: sii forte, resisti lontana, nella vita, lavorando, lottando. Consèrvati da lontano a noi; sapremo valutare il tuo strazio d'oggi: risparmiaci lo spettacolo della tua lenta disfatta qui, di questa agonia che senti inevitabile.”
    Sibilla Aleramo
In evidenza