Maschere per un massacro

Libro Maschere per un massacro
Titolo: Maschere per un massacro
Titolo originale: Maschere per un massacro - Quello che non abbiamo voluto sapere della guerra in Jugoslavia
Autore:Paolo Rumiz
Anno di prima pubblicazione: 1999
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  • “L’odio esplode solo se c’è qualcuno che decide di servirsene.”
    Paolo Rumiz
    [Tag:guadagno, odio]
  • “Il bene prevale numericamente sul male, ma non sa fiutare il pericolo.”
    Paolo Rumiz
    [Tag:bene, pericoli]
  • “Si guardano attorno i serbi delle Krajine e dicono: mio dio, che cosa abbiamo fatto.”
    Paolo Rumiz
  • La pace di Dayton equivale a un riconoscimento implicito del principio della separazione etnica come strumento di pacificazione. La pace finisce col sancire la grande bugia dell’odio come causa della guerra, assolve politicamente coloro che su questa base hanno “ripulito” i territori, dà vita a un precedente pericolosissimo per altre aree... (continua)(continua a leggere)
    Paolo Rumiz
  • “C’è un solo modo per costruire la guerra in modo legittimo e credibile: far sì che il futuro aggressore si ritenga aggredito. Il passaggio attraverso la paura è indispensabile. ”
    Paolo Rumiz
    [Tag:guerra, paura]
  • “Un paese con un debolesenso dello Stato e del bene comune, quotidianamente bombardato da sogni, bugie e veleni attraverso i media, smette di essere un paese normale: la sua psicologia collettiva, il suo comportamento di massa cominciano a sfuggire alla logica del buon senso.”
    Paolo Rumiz
  • “La diplomazia senza deterrenza è nulla.”
    Paolo Rumiz
  • “Spesso sento i giovani chiedersi dove andrà a finire l’Italia. Avvertono un senso di smottamento generale, visibile – più che nel teatrino della politica – nei comportamenti e nel linguaggio della gente. Intuiscono che la crisi non dipende solo dall’economia, e forse nemmeno dalle grandi manovre dei partiti. ”
    Paolo Rumiz
  • “Nulla è stato casuale, le conseguenze della guerra – a partire dalla pulizia etnica – sono state in realtà lo scopo pianificato della stessa.”
    Paolo Rumiz
  • “Sono atti di omicidio della polis e dei suoi simboli, l’affermazione dell’odio dell’ignorante nei confronti di tutto ciò che è storia, cultura, complessità, memoria.”
    Paolo Rumiz
  • Episodi di normale criminalità vengono sempre più spesso gonfiati e letti in modo etnico.”
    Paolo Rumiz
  • “Il paese, avendo scoperto di non potersi sviluppare come mercato normale, aveva scelto di sopravvivere come economia di guerra: mercato nero, taglieggiamento, rapina e furto. Naturalmente ai danni della popolazione civile.”
    Paolo Rumiz
  • “Accanto alla pulizia etnica c’è stata una pulizia sociale, dimenticata nonostante la sua drammatica evidenza. Con essa, il potere ha distrutto la classe dirigente che avrebbe potuto soppiantarlo.”
    Paolo Rumiz
  • “Ciò che ci trasforma in carne da cannone è palesemente lo stesso imbonimento che ci fa comprare questo o quel detersivo o votare questo o quel partito.”
    Paolo Rumiz
  • “Di tutte le distruzioni perpetrate a Sarajevo, le più insensate sono state quelle ai danni delle tante biblioteche. Ma di queste, la più folle, la più carica di sinistra forzametafisica fu il bombardamento della biblioteca nazionale, un magnifico edificio moresco del diciannovesimo secolo, andato in fumo in trenta ore con le sue centinaia di...” (continua)(continua a leggere)
    Paolo Rumiz
  • “Spiegare una guerra con l’odio tribale è come spiegare un incendio doloso col grado di infiammabilità del legno da costruzione, e non col fiammifero gettato da qualcuno.”
    Paolo Rumiz
  • “Nei vasti territori a presenza serba, sia in Croazia che in Bosnia, Belgrado ha a disposizione un materiale umano straordinariamente adatto alla bisogna: i montanari. È in montagna infatti, e non nelle ricche valli, che si concentrano le condizioni più favorevoli a una rivolta separatista. Ed è dalle montagne che parte il segnale della secessione.”
    Paolo Rumiz
  • “Guardati dal nemico, ma dall’amico guardati cento volte. Difatti, se l’amico tuo diventa nemico, può colpirti di più, perché conosce le strade segrete del cuore.”
    Paolo Rumiz
  • “Con simmetrico fair play il comando generale della Nato, prima di ogni incursione, ha avvertito il comando serbo-bosniaco con mezz’ora di anticipo, per consentirgli lo sgombero degli uomini dagli obiettivi prestabiliti. Anche qui, come in altri casi, non è stata una guerra ma una farsa, una rappresentazione illusionistica dello scontro, recitata...” (continua)(continua a leggere)
    Paolo Rumiz
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