La ventisettesima città

Libro La ventisettesima città
Titolo: La ventisettesima città
Titolo originale: Twenty-seventh city
Autore:Jonathan Franzen
Anno di prima pubblicazione: 1988
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  • “Luisa lo irritava come donna, non come figlia.”
    Jonathan Franzen
  • “Immaginava una vita non piú tiranneggiata dagli oggetti, una vita in cui lei e Martin sarebbero stati liberi di andarsene in ogni momento, e avrebbero cosí potuto dimostrare, restando, che la scelta veniva fatta liberamente.”
    Jonathan Franzen
  • “Si può parlare con i morti, ma essi non hanno niente da dire.”
    Jonathan Franzen
  • “Farò tutto quel che è in mio potere per fare in modo che questa comunità non cada nelle mani di una mafia, anche se le persone che ne fanno parte fossero gente per bene, anche se fossero buoni amici miei.”
    Jonathan Franzen
  • “Si suppone che l’esercito trasformi dei bambini in uomini, ma spesso trasforma degli uomini in neonati, poiché, al contrario di un monastero, di una università o di un’organizzazione a scopo di lucro, l’esercito non ha un’etica.”
    Jonathan Franzen
  • “Piú era una figura, meno era una persona. Piú completa era tale identificazione, piú completamente lui veniva escluso.”
    Jonathan Franzen
  • “La cosa piú stupenda nel far soldi era il potere che davano a un uomo sul mercato della moralità.”
    Jonathan Franzen
  • “Tutti ridacchiavano e vociavano con quell’ariafelice di superiorità, sempre sgradevole, dei minorenni sul loro terreno.”
    Jonathan Franzen
  • “Le sale d’attesa erano posti dov’era impossibilepensare.”
    Jonathan Franzen
  • “Nel pensare a voce alta c’è sempre una certa arroganza.”
    Jonathan Franzen
  • “Se per tanti anni era andato alla ricerca di attenzioni, perfino di novità, e ancora le gradiva, era perché le attenzioni lo mostravano diverso.”
    Jonathan Franzen
  • “Tutte le città sono soltanto delle idee. Si creano da sole, e il resto del mondo le riconosce o le ignora a suo piacimento.”
    Jonathan Franzen
    [Tag:città, idee]
  • “L’inverno arrivava presto nel Kashmir, verso la fine di ottobre quando la vallata scaricava l’umidità contro le montagne per farla rotolare di nuovo a valle in forma di nuvole, densa foschia gotica che si andava a confondere per le strade di Srinagar con il fumo di legna, in una sorta di smog premoderno. La notte aveva inizio con l’invisibile...” (continua)(continua a leggere)
    Jonathan Franzen
    [Tag:inverno, nazioni]
  • “La solitudine ha radici nella diversità.”
    Jonathan Franzen
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